“Tor Bella Monaca”, strano nome per un quartiere. C’era una torre? La monaca è un personaggio storico? Chissà. Chissà quante domande si sono posti i ragazzi di UndeRadio, SottoSopra e Fuoriclasse in Movimento – tutti progetti del Dipartimento Educazione di Save the Children – quando, la mattina del 7 aprile, sono stati catapultati non solo in una città nuova, ma in un quartiere poco noto, dal nome difficile e dalla storia, forse, altrettanto complessa. C’erano diversi ragazzi di Roma, certo, ragazzi che da anni partecipano ad UndeRadio o SottoSopra, primi tra tutti gli studenti dell’istituto Melissa Bassi, la studentessa uccisa il 19 maggio 2012 in un attentato davanti all’istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi, i nostri ospiti; ma si perdevano in quel mare di ragazzi e di accenti provenienti da tutt’Italia. Da Venezia a Bari, non ci siamo fatti mancare nulla: erano presenti quasi tutte le regioni, per un totale di oltre duecento ragazzi. E scommettiamo che almeno centonovantanove tra loro non avrebbero mai potuto conoscere altrimenti “Torbella”, tutto attaccato, come dicono qui a Roma. Sembra l’inizio di una barzelletta: “Ci stanno un napoletano, un veneziano e un torinese che entrano in una scuola media di Torbella…”. Scelta coraggiosa, quella dei romani: alle strade del centro storico – l’ambiente scelto per l’ultimo evento nazionale svoltosi a Napoli, cornice perfetta per un flash-mob – hanno preferito la sfida; se l’evento nazionale andava fatto, e se andava fatto durante la Campagna “Illuminiamo il Futuro” di Save the Children, nella giornata della partecipazione, la cornice non poteva che essere una scuola. Per un giorno, dunque, la “scuola ideale” sulla quale ci era stato chiesto di riflettere è stata la Melissa Bassi: è stata il nostro palcoscenico, dalla palestra al giardino, fino alle aule più lontane – e chi se le dimentica le corse sulle rampe di scale per andare a scovare tutti i laboratori? –, il punto di partenza per le tre fasce di attività che hanno visto i ragazzi come protagonisti assoluti. Primo step: l’ambiente. Il primo giorno di elementari, medie, superiori, ogni bambino fa lo stesso movimento: alza la testa, guarda l’edificio, le pareti, i soffitti; non sempre i risultati di questo esame severissimo sono positivi: le scuole non sono tutte a misura di bambino, non ancora. Quindi avevamo bisogno di interventi diretti sul legame fisico tra i ragazzi e la loro scuola: le attività della prima fascia, “Riqualificare la scuola”, comprendevano un laboratorio di riciclo creativo, la creazione di un murales – speriamo che sia soltanto il primo di una lunga serie, per la gioia dei professori di arte – e di un piccolo orto verticale. Secondo step: le persone. Alunni esasperati, professori incerti, genitori irrequieti: come risolvere le tensioni tra ciascun gruppo, in vista di un percorso scolastico efficace? La seconda fascia, “Vivere le relazioni a scuola”, si è impegnata a lavorare su questo aspetto; uno dei laboratori, unico tra tutti, non è stato gestito da un esperto, bensì dai nostri ragazzi di SottoSopra, attraverso un dialogo alla pari con i docenti delle scuole presenti. Terzo step: arte, linguaggi, didattica. E una volta che abbiamo riqualificato l’ambiente scolastico e ri-formato alunni e professori, rimane soltanto una cosa da fare: mettersi all’opera, tutti insieme, e creare. Rap, break-dance, teatro, percussioni e, naturalmente, radio: ”La didattica attraverso diversi linguaggi” ci ha permesso di metterci in gioco in modo differente, per ricordare che lo studio non è l’obiettivo, bensì lo strumento che ci viene dato per imparare a essere consapevoli, creativi, diversi. Nell’ultima fascia, non possiamo non citare il laboratorio radiofonico, gestito dai ragazzi di UndeRadio; Laura, redattrice junior da pochissimi mesi, ha assistito al suo primo evento nazionale: “Alcuni laboratori erano belli ed interessanti, altri caotici e rumorosi, ma ciascuno di loro è stato organizzato con lavoro e dedizione e ha suscitato emozioni diverse in ognuno di noi”, ha commentato “Per quanto mi riguarda, poi, nella restituzione finale, anche quelli che pensavo fossero i meno riusciti sono stati in grado di lasciarmi senza parole. È stato bello parlare di qualcosa che ti appartiene con qualcuno che vive le tue stesse giornate o con qualcuno che, con un po’ più di esperienza, ti racconta la scuola ai suoi tempi. Un evento riuscito alla grande, che ha lasciato nel cuore di ciascuno di noi un piccolo ricordo, e nell’ambiente scolastico una traccia di quella giornata che è stata solo l’inizio di un lungo percorso che noi giovani dobbiamo portare avanti per migliorare il nostro piccolo mondo.”

Claudia e Laura – redattrici jr UndeRadio


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